Farmacista Di Gagliato

Minerali Nutrizionali​

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Vuoi conoscere i minerali utili per il tuo organismo? Purtroppo non sono da gioielleria, ma sono altrettanto preziosi.

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ARGENTO
Questa sostanza è estranea all’organismo e la sua presenza al di là di certe quantità può causare gravi danni. L’intossicazione si manifesta con una colorazione permanente bluastra delle membrane dell’occhio.
Può dare anemia microcitica, ritardo nella crescita, dilatazione cardiovascolare, degenerazione epatica, disturbi renali. Si può rimuovere con oligoelementi e vitamine.

BORO
In natura il boro si trova generalmente in combinazione con gli zuccheri o le vitamine B2, B6 e C. Si trova negli alimenti di origine vegetale come le verdure, la frutta fresca o secca e i cereali. Recenti ricerche hanno dimostrato che il boro è un oligoelemento essenziale per la formazione di alcuni ormoni steroidi, ad es. gli estrogeni e il testosterone.
Tra i sintomi dovuti alla carenza di boro vi sono, ad esempio, problemi di concentrazione e una cattiva motricità.
Assieme alla vitamina C e ai bioflavonoidi, il boro può inibire la degradazione dell’acido ialuronico mediante l’enzima chiamato ialuronidasi e dare problemi di lubrificazione alle articolazioni.
Si sa, inoltre, che il boro è importante per mantenere le ossa sane. Oltre ad avere effetto sulla concentrazione di estrogeni, la somministrazione di boro può influire positivamente sulla salute delle ossa delle donne soggette ad osteoporosi post-menopausa.
Da questo punto di vista, il boro contribuisce a proteggere dalla perdita di calcio.
Diversi studi hanno indicato che il boro può favorire la formazione di anticorpi, il che induce a pensare che esso svolga un ruolo fondamentale anche per il sistema immunitario. La maggior parte delle persone non presenta carenza di boro.
Una buona dieta equilibrata fornisce dai 1,5 ai 3 mg di boro al giorno.
Quando gli esseri umani consumano grandi quantità di alimenti contenenti boro, la concentrazione di boro nei loro corpi può aumentare a livelli che possono causare problemi di salute.
Il consumo di pesce o carne non aumenta il livello di boro nel nostro corpo, in quanto il boro non si accumula all’interno dei tessuti degli animali.

CALCIO
Il calcio è il metallo più abbondante nel corpo umano: è il principale costituente delle ossa e dei denti e svolge numerose importanti. Ne sono ricchi latte e latticini, ma anche in verdure, frutta secca e fagioli. È un componente essenziale per la conservazione dello scheletro e dei denti umani. Inoltre aiuta le funzioni dei nervi e dei muscoli. Una mancanza di calcio è una delle cause principali di osteoporosi. Per questo l’assunzione quotidiana suggerita è aumentata per la donna in menopausa. Il calcio collabora con magnesio per generare la nuova massa ossea. Dovrebbe essere preso assunto insieme al magnesio in rapporto 2:1, cioè, se si ingeriscono 1000 mg di calcio, si dovrebbero anche ingerire 500 mg di magnesio. Gli organi implicati nel metabolismo e utilizzazione del calcio sono la tiroide e la paratiroide, la corteccia surrenale. Rischi legati ad eccesso di calcio: osteolisi, osteoporosi di tipo II, diffusa tra gli anziani, calcificazioni cutanee, fratture, aumento del colesterolo e dei trigliceridi, rischio di infarto del miocardio, pseudo menopausa, ipersecrezione insulinica, in genere un livello superiore di calcio, significa che il calcio è carente nelle ossa, ed è scarsamente disponibile per le funzioni che normalmente espleta, da qui la necessità di dare dei supplementi di calcio, sotto forma di calcio orotato, con la contemporanea somministrazione di altri oligoelementi e vitamine.

COBALTO
Dal momento che il cobalto è ampiamente disperso nell’ambiente gli esseri umani possono essere esposti ad esso respirando aria, bevendo acqua e mangiando alimenti che contengono cobalto, quali: bietole verdi, cavolo, crescione d’acqua, fegato, fichi, grano saraceno, latte, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, rognone, spinaci. Piccole quantità assunte con l’alimentazione naturale soddisfano le richieste, fatta eccezione per circostanze particolari. Il cobalto è favorevole perché è parte della vitamina B12, che è essenziale per la salute ed è usato per trattare l’anemia nelle donne incinte, perché stimola la produzione di cellule rosse del sangue. La presa giornaliera di cobalto è variabile e può essere pari a 1 mg, ma quasi tutto passa attraverso l’organismo senza essere assorbito, tranne quello assorbito nella vitamina B12.
Garantisce l’accrescimento e il mantenimento del peso corporeo, è catalizzatore della sintesi del DNA, è coinvolto nel metabolismo del ferro; stimola le ghiandole esocrine, permettendo il corretto funzionamento della tiroide, del pancreas e delle ghiandole surrenali.

CROMO
Solo di recente si è compresa a pieno l’importanza del cromo, presente nel nostro organismo in piccole quantità, nell’ordine dei microgrammi.
Il cromo è un oligoelemento essenziale, cioè indispensabile per la vita, coinvolto nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi. Viene oggi utilizzato anche nelle diete dimagranti.
È presente soprattutto nella pelle, nel cervello, nei muscoli, nel fegato, nel tessuto adiposo, e nelle ghiandole surrenali e in altri tessuti.
Per la maggior parte delle persone il consumo di alimenti che contengono cromo è la via principale di assunzione, dal momento che è presente soprattutto nel fegato, cereali integrali, lievito di birra (lievito secco), tuorlo dell’uovo, pepe nero e verde, erbe aromatiche, mele, broccoli.
I vari metodi di preparazione ed immagazzinamento degli alimenti possono alterare il contenuto di cromo degli alimenti. Quando si conserva il cibo in contenitori d’acciaio o in lattine la concentrazione di cromo può aumentare. Bassi livelli di tale minerale possono causare gli disturbi cardiaci, problemi al metabolismo e diabete. Elevati livelli di cromo possono essere dovuti a contaminazione industriale da Cromo esavalente come le vernici, il materiale litografico, mordenti, polvere di cemento, molto tossico.

FERRO
Il Ferro è un microelemento essenziale per l’emoglobina, il pigmento ematico indispensabile per il trasporto dell’ossigeno nell’organismo.
Esso partecipa anche alla formazione della mioglobina, la sostanza che trasporta l’ossigeno ai muscoli, permettendo così la contrazione.
Assieme allo Zinco, il Ferro è l’oligoelemento più abbondante nel cervello: entrambi sono essenziali per le funzioni del sistema nervoso centrale, partecipando alla formazione delle cellule nervose e alla trasmissione dei segnali neurologici. Il Ferro inoltre entra a far parte della composizione di molti enzimi.
Nell’organismo sono presenti circa 4 grammi di ferro, di cui la metà si trova nell’emoglobina, mentre il resto è distribuito in vari distretti, fra cui il fegato, il midollo osseo e la milza, nei quali è immagazzinato sotto forma di ferritina ed emosiderina. Il Ferro contenuto negli alimenti è assimilato in percentuali molto differenti a seconda che esso sia di origine animale o vegetale: quello di origine animale è assorbito più facilmente e in maggiore quantità, mentre quello di origine vegetale è assorbito in percentuali molto basse. Questo sia perché è diversa la molecola con cui il Ferro è veicolato, sia perché nei vegetali sono presenti sostanze come i tannini (es. nel tè e nel caffè) e i fitati (es. nei legumi), che ne riducono l’assimilazione. Al contrario, la vitamina C, alcuni acidi organici, il Ferro di origine animale, definito Ferro eme, facilitano l’assimilazione del Ferro di origine vegetale (Ferro non-eme). Qualche goccia di limone, ricco di acido citrico e di vitamina C, sulle verdure facilita quindi l’assorbimento del Ferro non eminico in esse contenuto.
I vegetariani (e non solo loro) devono fare molta attenzione nel combinare gli alimenti, per non andare incontro a carenze di questo oligoelemento.
Nell’organismo, il Ferro si trova solitamente in condizioni di equilibrio: quello che è ingerito dovrebbe servire ad integrare le perdite quotidiane, ma anche se in generale la nostra alimentazione è ricca di ferro, proprio a causa di una ridotta assimilazione si può presentare una sua carenza.
Il fabbisogno giornaliero di Ferro può essere molto variabile: è superiore durante il periodo mestruale, nelle fasi di accrescimento come l’infanzia, durante la gravidanza e l’allattamento; invece è inferiore nei maschi adulti, nell’età avanzata, nella menopausa. Nel primo caso il fabbisogno varia da 18 fino a 30 mg al giorno; nel secondo caso sono sufficienti 10 mg.
Una carenza di Ferro può produrre, se abbastanza importante, un’anemia che si manifesta con senso di spossatezza, fisica e intellettuale, pallore, affanno, palpitazioni, perdita di capelli, predisposizione alle infezioni.
Più raro è andare incontro all’eccesso di Ferro, che tuttavia può verificarsi in caso di patologie epatiche, alcolismo cronico, trasfusioni frequenti, come avviene nei soggetti affetti da microcitemia, o anemia mediterranea o nell’emocromatosi, che provoca un aumentato assorbimento intestinale di Ferro; quest’ultima malattia è spesso sottovalutata ed è scoperta per caso, o solo quando ha ormai prodotto gravi danni.L’eccesso di Ferro sembra anche aumentare la formazione di radicali liberi, che accelerano l’invecchiamento delle cellule, soprattutto quelle cerebrali, come alcune recenti ipotesi sostengono a proposito del morbo di Alzheimer. Le maggiori fonti di Ferro eminico, quindi ben assimilabile, sono le interiora come fegato, cuore, rognone, le carni rosse, alcuni crostacei e pesci come cozze, gamberetti, ostriche, tonno, sardine.
Ferro non eminico, quindi meno assimilabile, è contenuto nei vegetali, come fagioli, ceci, tofu, verdure a foglie verdi.
Il giusto equilibrio di vitamine e minerali presenti nella dieta è fondamentale per mantenere la giusta omeostasi del Ferro nel nostro organismo.

FOSFORO
E’ un minerale necessario per una normale struttura ossea e per il suo mantenimento, per l’assorbimento di glucosio, la produzione di energia, e l’attivazione di molte vitamine del complesso B ed enzimi.
Il fosforo è presente in olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo, pappa reale, polline.
Entra nella costituzione del DNA e l’organismo lo assume in genere sotto forma di fosfati. Gli esseri umani hanno cambiato radicalmente il rifornimento naturale di fosfato tramite l’introduzione di concimi ricchi di fosfato per il terreno e tramite l’uso di detersivi contenenti fosfati. Polifosfati vengono inoltre aggiunti ad un certo numero di derrate alimentari, come formaggio, salsicce e prosciutti.
Il fosforo ha un ruolo importante nel metabolismo del Calcio, ed in tutte le manifestazioni spasmofile legate a disfunzioni paratiroidee. Ha un ruolo chiave nei casi di: contrazioni muscolari dolorose, astenia cerebrale, osteoporosi. Troppo fosfato può causare problemi di salute, come danni renali ed osteoporosi. Può anche verificarsi mancanza di fosfato. Ciò può essere causato dall’ampio uso di medicinali.

LITIO
Questa sostanza è estranea all’organismo e la sua presenza al di là di certe quantità, presenti in tracce fisiologicamente, può causare gravi danni. E’ infatti presente negli alimenti in particolare alghe, caffè e cacao.
Il suo ruolo è legato al funzionamento del sistema nervoso, in quanto questo metallo tende ad equilibrare la sua eccitabilità, favorendo un riequilibrio del complesso endocrino ipotalamo-ipofisi, del tasso di adrenalina e noradrenalina. Il litio veniva molto usato in psichiatria, ma il suo uso è diminuito nel tempo per una serie di fattori, tra cui l’eccessiva “aggressività” e soprattutto la tossicità. Infatti assunto in dosi ponderali (cioè pesabili con una bilancia) provoca una forma d’intossicazione nota come litiemia.
A dosi catalitiche è utile per controllare le contratture muscolari (specie se associato al manganese catalitico) e per migliorare il tono dell’umore.
Il mineralogramma sembra quindi essere attendibile per una valutazione dell’esposizione alimentare.

MAGNESIO
Il nostro organismo ha un fabbisogno di circa 200 mg al giorno, che si assume principalmente dal cibo. Il magnesio è contenuto in molti alimenti (vegetali verdi, legumi, cacao, noci, cereali integrali, banane). Una sua integrazione, molto diffusa e consigliata soprattutto alle donne durante il ciclo mestruale, è da valutare attentamente e da adottare solo se esiste un bisogno documentato da analisi. Oltre al suo ruolo fondamentale nel tessuto osseo, il magnesio svolge un’importante funzione nelle reazioni enzimatiche che utilizzano l’ATP come fonte energetica, e interviene nella regolazione dell’eccitabilità delle membrane nervose e muscolari. Una carenza di magnesio si può verificare, per eccessiva eliminazione, nel diabete e a causa dell’assunzione di antibiotici e diuretici: l’ipomagnesemia conseguente si manifesta con anoressia, nausea, vomito, aumento dell’eccitabilità muscolare, vasodilatazione, aritmia, coma.
Un eccesso di magnesio provoca invece depressione del sistema nervoso centrale, con torpore, disturbi dell’attività cardiaca e respiratoria. Per questo bisogna evitare di assumere integratori senza prescrizione medica.

MANGANESE
Il manganese svolge un ruolo molto importante come antiossidante prevenendo la formazione di forme tossiche di ossigeno.
Si ritiene che possa avere un ruolo nel processo degenerativo di invecchiamento.
Agisce come attivatore di numerosi enzimi necessari per l’utilizzazione della colina, della biotina, della tiamina e dell’acido ascorbico (vitamina C). E’ un catalizzatore nella sintesi degli acidi grassi, del colesterolo e dei mucopolisaccaridi. Partecipa anche alla produzione delle proteine, dei carboidrati e dei grassi ed è necessario per la regolazione dello zucchero nel sangue.
Tra le funzioni del manganese troviamo il benessere del sistema nervoso e del cervello, il mantenimento della produzione degli ormoni sessuali, il normale sviluppo dello scheletro, il buon funzionamento del sistema immunitario e la formazione del sangue.
Risulta importante nella cura dell’anemia da carenza di ferro, e per l’utilizzazione della tiamina e della vitamina E.
E’ un elemento importante per la produzione del latte materno, la formazione dell’urea e del collagene ed è fondamentale per la formazione della tiroxina, un componente della tiroide.
La protrombina e la vitamina K si formano grazie alla sua presenza nell’organismo.
E’ presente in piccole dosi nelle ossa, nell’ipofisi, nel pancreas, nella mucosa intestinale, nel fegato e in altri tessuti.
Tra gli alimenti più ricchi di manganese ricordiamo i cereali integrali, l’avocado, le alghe, il tuorlo d’uovo, la frutta secca, i semi, i legumi, i mirtilli, l’ananas, gli spinaci, i piselli secchi, tè, le verdure verdi, frumento e riso, soia, uova, dadi, olio di oliva, fagioli ed ostriche verdi.
Il contenuto varia in relazione alla quantità di minerale presente nel suolo. Una parte di manganese viene persa nel processo di raffinazione e macinatura degli alimenti. Dal momento che il manganese è un elemento essenziale per la salute umana la sua scarsità ha effetti sulla salute.
Si manifestano i seguenti effetti: grassezza, intolleranza al glucosio, coagulazione del sangue, problemi di pelle, livelli di colesterolo bassi, disordini allo scheletro, problemi di nascita, variazione del colore del sangue, sintomi neurologici. Gli effetti di un eccesso del manganese si riscontrano principalmente nelle vie respiratorie e nel cervello

MOLIBDENO
Il molibdeno nell’organismo si trova soprattutto nelle cellule epatiche.
Favorisce il metabolismo dei carboidrati e dei grassi e con alcuni enzimi interviene in reazioni di ossidoriduzione.
Una sua carenza sembra essere associata al cancro dell’esofago.
E’ assorbito dall’intestino e viene eliminato con le urine sotto forma di molibdato.
Principali fonti alimentari sono: olio di germe di grano, grano saraceno, fagiolo di lima, legumi secchi, lenticchia, seme di girasole, carni, legumi, cereali, verdure a foglia verde, piselli secchi, cavolfiori, lievito di birra, spinaci, riso integrale, aglio, avena, pane di segale, mais, orzo, grano integrale, patate, arachidi, cipolle, cocco, fagiolini, carne, latte, cereali integrali, verdure, legumi.
Interviene come cofattore di enzimi coinvolti nei diversi metabolismi, soprattutto quelli relativi ai grassi ed ai carboidrati. Favorisce uno sviluppo corporeo regolare, interviene nel ricambio del ferro e del rame. Si trova in quasi tutti i tessuti vegetali ed animali, anche se è uno dei minerali più rari nella crosta terrestre, è indispensabile per una sana crescita dell’organismo e per la disintossicazione, interviene alla formazione dell’acido urico e nel metabolismo di vari metalli, sembra abbia anche proprietà antiossidanti.
Equilibra il rame nell’organismo, è indispensabile al metabolismo del ferro trasportato dall’emoglobina, protegge i denti dalla carie.
Sembra avere un ruolo attivo nel trattamento di colite e ulcera; favorisce l’escrezione del Rame insieme allo Zinco.

NICHEL
Oligoelemento essenziale coinvolto nella protezione delle membrane cellulari.
E’ più comunemente noto quale causa di allergie da contatto (cinturini di orologio, anelli, orecchini, bigiotteria).
La sua carenza può determinare un minor controllo glicemico e ridurre l’assorbimento del ferro.
Il reale fabbisogno di questo elemento non è stato ancora stabilito, ma si tratta di microgrammi.

Il nichel è un composto che si presenta ambiente soltanto in quantità molto bassi. Il corpo umano contiene tracce di questo minerale (circa 1 mg), che si concentra nel pancreas, nelle ossa ma anche nella saliva, nel sudore e nel siero.
La sua carenza è stata messa in relazione ad una riduzione della crescita e della emopoiesi.
Il cibo contiene naturalmente piccole quantità di nichel.
Si trova nei grassi ed oli idrogenati, nella margarina, nei condimenti, negli alimenti raffinati, nei frutti di mare, nei cereali, nel grano saraceno, nell’avena, nei legumi, nei semi, nel cavolo. Il cioccolato ed i grassi sono noti contenerne quantità molto alte.
L’assunzione di nichel si amplifica quando la gente mangia grandi quantità di verdure provenienti da terreni inquinanti.
Le piante sono note accumulare il nichel e di conseguenza l’assunzione del nichel dalle verdure è rilevante.
I fumatori sono soggetti ad un più alto assorbimento di nichel tramite i loro polmoni.
Gli esseri umani possono essere esposti a nichel respirando aria, bevendo acqua, mangiando certi alimenti o fumando sigarette. Anche il contatto della pelle con terreno o acqua contaminati da nichel può provocare esposizione a nichel.
Il nichel è essenziale in piccole quantità, ma quando l’assorbimento è troppo alto può essere un pericolo per la salute umana. A dosi elevate può causare infarto del miocardio, ictus, cancro all’utero, ustioni, tossiemia gravidica.
Emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori, eruzioni cutanee, dolori al torace, tosse sono legati ad un eccesso.
La carenza può essere dovuta a cirrosi epatica, scompenso renale cronico, sudorazione eccessiva, stress, malassorbimento intestinale. Tale carenza può anche aggravare l’anemia causata da mancanza di ferro. Inoltre influenza il metabolismo dello zinco e del ferro, e si possono anche avere insufficienza epatica, ritardo di crescita, cambiamento di colore della pelle, e problemi all’apparato riproduttivo.

POTASSIO
Il potassio è normalmente presente in vegetali, frutta, patate, carne, pane, latte e nocciole.
Gioca un ruolo importante nello sviluppo del SNC ed è coinvolto in diverse funzioni, come la produzione energetica, la sintesi proteica, il controllo del ritmo cardiaco e della tonicità dei muscoli.
Una ridotta funzionalità renale può portare a turbe cardiace a causa del suo accumulo. Inoltre il potassio contribuisce al controllo della pressione arteriosa, favorendo l’escrezione renale del sodio e diminuendo così le varie forme di edema e la ritenzione dei liquidi.
Dopo Calcio e Fosforo è il minerale più abbondante nell’organismo umano. La sua quantità dovrebbe essere circa doppia rispetto a quella del sodio. Non sempre questo rapporto è rispettato, soprattutto nel caso vengano consumati in prevalenza cibi conservati come gli insaccati, ricchi di sodio, unitamente a poca verdura e poca frutta, alimenti ricchi invece in potassio. Il potassio viene assorbito a livello del colon ed escreto a livello renale. Gli sforzi muscolari tendono a determinare una diminuzione temporanea di potassio che, lo si è detto, è estremamente importante per il ritmo e la conduzione cardiaca. Per tale motivo è opportuno assumere integratori di potassio, o frutta e vegetali che ne sono ricchi, prima o durante sforzi prolungati.
Cause di perdita di potassio sono l’uso di diuretici, diarrea, vomito, consumo di cibi molto salati, terapie cortisoniche o il diabete, l’ipertensione, le malattie del colon e quelle del fegato. L’ingestione costante e abbondante di bevande alcoliche provoca spesso perdita di potassio e di Magnesio.
L’eccesso o la carenza di potassio al Mineralogramma è indice attendibile di insufficiente apporto (dieta povera in frutta e verdura e ricca in cibi conservati di fonte animale), scarso assorbimento intestinale (malattie del colon) o escrezione urinaria aumentata (malattie del rene).
L’eccesso di potassio si ritrova anche nell’insufficienza renale per difetto di eliminazione. Un suo valore elevato al mineralogramma è stato anche messo in relazione a problemi tiroidei di carattere funzionale (rapporto calcio-potassio, inibente il primo, stimolante il secondo).
La carenza di potassio assieme all’eccesso di calcio e sodio è una condizione di particolare rilevanza, quindi possibilmente da correggere, nell’ipertensione arteriosa. Quando il potassio è elevato ci si espone al rischio di paralisi.

RAME
Il rame partecipa al metabolismo cerebrale e cardiovascolare, al trasporto del ferro e alla sua assimilazione, è necessario per lo sviluppo dei globuli rossi, per liberare il ferro dalla mucosa intestinale e per immagazzinarlo nei tessuti; rinforza il sistema immunitario, agendo da stimolo sui leucociti (globuli bianchi) nel combattere in generale le malattie infettive. Il rame è necessario per fissare i metalli e i minerali nel nostro organismo, è indispensabile nella formazione del sangue poiché fissa il ferro ai globuli rossi, influenza l’ipofisi, le ghiandole surrenali, e l’apparato genitale, inoltre fissa il calcio, catalizza la vitamina C, combatte le infezioni, ed è un tonico generale, in quanto sopperisce alle carenze epatiche. La carenza di questo metallo provoca anemia, insonnia, bassa pressione, osteoporosi, irritabilità. La presenza di rame, invece, impedisce l’ossidazione cellulare riduce i danni epatici e della cirrosi, dovuti all’assimilazione di sostanze cancerogene.
Il Rame è un componente di enzimi, che catalizzano moltissime reazioni indispensabili per la vita. Un particolare enzima contenente rame, la SuperOssidoDismutasi (S.O.D.), combatte l’ossidazione delle cellule attraverso la neutralizzazione dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento delle cellule stesse e quindi di tutto l’organismo. Esso è tra i componenti della mielina, l’importantissimo rivestimento protettivo dei neuroni, e quindi dei nervi.
Compare fra gli enzimi preposti alla sintesi dei neurotrasmettitori, i messaggeri chimici che permettono ai neuroni di “dialogare”, consentendo la trasmissione degli impulsi nervosi. E’ rilevante per la pelle e le ossa, poiché presiede con specifici enzimi alla formazione della melanina e del collagene, proteina quest’ultima presente sia nella pelle che nelle ossa, alle quali conferisce elasticità.
Anche l’elastina, importante per il cuore e le arterie, è influenzata da enzimi che contengono Rame come coenzima. E’ immagazzinato nel fegato, che lo distribuisce ai vari distretti, regolandone l’omeostasi. E’ contenuto in buona quantità negli alimenti come fegato, rognone, molluschi, legumi secchi, cioccolata amara, e frutta come avocado, noci, nocciole, uva passa; anche le carni in genere, il pesce, le uova sono discreti apportatori di Rame, che di norma è presente in quantità adeguate in un’alimentazione mista e variata.
Le cause da eccesso o intossicazione possono essere: acqua dolce acida, piscine, macchine per bibite, algicidi dei serbatoi di acqua, emodialisi, spirali anticoncezionali, pillole contraccetive in un uso prolungato, condotti di acqua in rame, utensili da cucina in rame, che possono causare malattia di Wilson, coronaropatie del gruppo A, depressione e nervosismo, psicosi, autismo infantile, schizofrenia istaminopenica, insonnia, ipercinesi infantile, disturbi della percezione, arteriosclerosi, ipertensione, disturbi epatici, renali, malattie del collagene, artriti, poliartrite reumatica, malattie emicraniche, cancri, leucemie, carenze di zinco, sindrome da stress, senilità, anemia ferropriva, tubercolosi, tossiemia gravidica. Si può rimuovere l’eccesso con oligoelementi e vitamine.

SELENIO
E’ necessario per difendere le cellule dai radicali liberi, poiché è un potente antiossidante.
La popolazione di sesso maschile ha un maggior fabbisogno perché esso viene eliminato con il liquido seminale. L’apporto di selenio dipende dai terreni e dall’area geografica dove vengono coltivati gli alimenti.
Il selenio è presente in aglio, broccoli, sedano, broccoletti, cavoli, tonno, funghi, cipolle, alghe, pomodori, grano, cereali e carne.
Ha un ruolo chiave nell’attività dell’enzima glutatione perossidasi. Questo enzima distrugge il perossido di idrogeno che si forma durante le reazioni ossidative respiratorie, che è citotossico nei confronti delle cellule epatiche, pancreatiche, muscolari e dei globuli rossi.
Potrebbe essere il rimedio della debolezza generale, con dimagrimento, a causa di uno sforzo intellettuale prolungato o da malattie gravi o infettive.
Favorisce un riequilibrio in caso di: stipsi, eczema, emicrania sinistra, disturbi epatici, emicranie, nevralgie, ipertrofia della prostata, reumatismo.
Gli alimenti contengono solitamente abbastanza selenio da prevenire malattie causate dalla sua mancanza.
L’assorbimento del selenio attraverso gli alimenti può essere in molti casi superiore al normale, perché in passato molti fertilizzanti ricchi di selenio venivano applicati sul terreno coltivabile. Quando l’assorbimento del selenio è troppo alto è probabile che si manifestino effetti sulla salute.
La gravità di questi effetti dipende dalle concentrazioni di selenio negli alimenti ed ogni quanto tempo questo alimento viene mangiato. La carenza di Selenio può incrementare la ritenzione di Calcio nei tessuti molli, la biodisponibilità di selenio è controllata dall’amminoacido L-Metionina.

SODIO
Il sodio è un composto presente in molte derrate alimentari, come per esempio il sale comune.
È necessario per gli esseri umani mantenere l’equilibrio dei liquidi nel metabolismo, per il funzionamento di muscoli e dei nervi.
Troppo sodio può danneggiare i nostri reni ed aumentare la probabilità di alta pressione sanguigna. La quantità totale di sodio che una persona consuma ogni giorno dipende da individuo ad individuo e da cultura a cultura; alcune persone consumano solo 2 g/giorno, altre fino a 20 grammi. Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio.
La dieta degli italiani apporta in media quasi 10 grammi di sale al giorno, superando di 6-7 volte le reali necessità.
L’eccesso di sale favorisce l’escrezione renale di calcio, di cui la dieta è spesso povera.
Il calcio è un minerale essenziale per le ossa e una sua carenza aumenta significativamente il rischio di osteoporosi.
Il sodio è un minerale essenziale per il nostro organismo in quanto regola la trasmissione dell’impulso nervoso, il bilancio idrico, l’equilibrio acido-base e la permeabilità di membrana. Un apporto ridotto di sale nella dieta può, specie nei periodi estivi, favorire l’insorgenza di crampi, diminuendo l’appetito e la lucidità mentale.
In genere un aumento di sodio si accompagna ad un aumento di Potassio sistemico.
Se non c’è aumento di Potassio, è probabile che ci sia una eccessiva ingestione di sale con gli alimenti o con l’acqua depurata Il metabolismo del Sodio è regolato dai mineralcorticoidi della corteccia surrenale. Se la ritenzione di sodio aumenta, la secrezione di aldosterone tende a far diminuire il calcio ed il magnesio.
Troppo sodio rispetto al magnesio, può provocare una iperfunzione surrenalica. Quando il sodio è troppo elevato può interferire con vari gradi di coordinazione. Spesso le condizioni cliniche continuano per quasi un mese dopo l’inizio della terapia riduttiva di Sodio, in genere un livello elevato di sodio è un risultato dello stress, delle allergie, dei tossici, ed è il primo segnale di possibili mutamenti nella funzione surrenale.

STRONZIO
Le persone possono essere esposte a bassi livelli di stronzio (radioattivo) respirando aria o polvere, mangiando alimenti, bevendo acqua, o attraverso il contatto con terreno contenente stronzio.
E’ più probabile che entriamo in contatto con lo stronzio attraverso cibo e acqua.
Gli alimenti che contengono concentrazioni significativamente alte di stronzio sono grano, ortaggi freschi e latticini. Chimicamente simile al calcio.
Il livello può essere aumentato da contaminazioni esterne, di solito dai prodotti per i trattamenti dei capelli. In generale lo stronzio non causa problemi di tossicità, e alcuni ricercatori ritengono possa essere considerato un nutriente traccia per lo sviluppo di ossa e denti.
Bassi livelli di stronzio sono stati correlati ad un indebolimento di denti e ossa. Le possibili cause di una carenza di stronzio possono essere una dieta qualitativamente scarsa, povera di calcio e di vitamina D.
Per i bambini un’assunzione eccessiva di stronzio può essere un rischio per la salute, perché può causare problemi allo sviluppo delle ossa.
Lo stronzio radioattivo costituisce un rischio maggiore per la salute rispetto allo stronzio stabile.
Quando l’assorbimento è molto alto, può causare anemia, mancanza di ossigeno ed a concentrazioni estremamente alte è anche noto causare il cancro in conseguenza del danneggiamento del materiale genetico delle cellule.

VANADIO
Sembra importante nei casi di ipercolesterolemia, di ipertrigliceridemia, in quanto inibisce la formazione di colesterolo. Previene la carie; è infatti uno dei costituenti dello smalto e della dentina e interviene nei processi di formazione e di mantenimento del tessuto osseo e dentario.
Il Vanadio si trova nell’olio d’oliva e in altri oli vegetali, nei cereali, nei legumi, negli ortaggi (carote, fagiolini, cavolo…), grano saraceno, soia, olio di oliva, olio di girasole, mele e uova.
La sua carenza è stata messa in relazione ad un aumento del colesterolo e della glicemia mentre sono certi i rischi di un suo sovradosaggio (è sicuramente tossico).
In genere l’eccesso di vanadio è dovuto da cause genetiche, normalmente per il 90%, viene escreto con le urine. Si trova nel petrolio, nei prodotti industriali, nel cibo e nell’acqua.
In genere è correlato alla depressione maniacale, inibisce la monoamminossidasi mao, del cervello e interferisce con il sodio ed il potassio e la sintesi dell’ATP, dal momento che danneggia la mente. E’ stato dimostrato che la vitamina C riduce o elimina queste condizioni cliniche.

ZINCO
Lo zinco è un elemento in tracce che è essenziale per la salute umana, distribuito in tutti i tessuti dell’organismo, ma si trova in maggiore concentrazione soprattutto nei muscoli striati (muscoli scheletrici), nelle ossa, nella pelle, nei capelli, in alcune parti degli occhi, nella prostata e negli spermatozoi, nelle unghie ed è presente anche nei globuli bianchi.
E’ indispensabile per la crescita corporea, per la riparazione dei tessuti, per una normale risposta immunitaria.
E’ importante per la digestione dei carboidrati e per il metabolismo del fosforo. Partecipa alla sintesi dell’acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine nelle cellule, importante per l’assorbimento delle vitamine, utile nei processi di cicatrizzazione (inoltre inibisce le lipasi dei batteri, lieviti, saprofiti della pelle).

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